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martedì 1 luglio 2014

La Donna inaccettabile: il Quarto Aspetto della Dea




Il discorso prende il via dalla narrazione del racconto in cui a Re Artù viene posta la domanda di cosa realmente vogliano le donne, per la quale risposta il re è costretto a dare in moglie uno dei suoi cavalieri ad una ripugnante vecchia. Per salvare il Re ed il regno si offre Sir Gawain.
Dopo l'illuminante conclusione del racconto, la trattazione procede nell'indagare quale sia il quarto aspetto della Dea/Donna che esula misteriosamente dalla tradizionale tripartizione di Giovane, Madre, Crona, andando a gettare luce su quel quarto spicchio della ruota (Nord, notte, inverno, morte etc) e formulare ipotesi sul come sia da intendere, anche oggi.

(Durata: 1h circa)

Il Senso del Sacro nel Viaggio




Come dice il titolo, si parlerà di cosa differenzi a livello profondo, personale e spirituale un viaggio "vacanza" da un Viaggio Sacro (pellegrinaggio) e di come rendere tali i propri viaggi.

(Durata: 1h circa)

Il Labirinto e la Triplice Spirale




Una breve visuale sull'antichissimo simbolo del Labirinto, il suo significato, il legame che ha in termini iniziatici con la Via e si traccerà un parallelo con una ipotetica simile funzione che si potrebbe dare al simbolo della Triplice Spirale, se usata come "mappa" per un lavoro spirituale simile a quello del Labirinto.

(Durata: 1h circa)

Druidismo: Via e Modo



Si indagherà come il termine inglese "Way" abbia una doppia valenza e pregnanza e di come quel "modo" sia ad un tempo tanto un'espressione personale profonda che un impegno fortemente consapevole di cosa significhi camminare sulla Via druidica.

(Durata: 1h circa)

venerdì 13 dicembre 2013

Della silenziosa Danza, nel tempo di Alban Arthuan - di Corrado Arth Cagnazzi

Molti associano l’inverno all’immobilità.

Si pensa alla stagione buia come a qualcosa di uggioso, noioso,  abitato da corte giornate e lunghi crepuscoli,  vestito in grigio nebbia e intinto nella pioggia sino a disfarsi in una melanconica piattezza, in un’inesausta attesa di nuovi fiori, colori, caldo e sole, spiaggia, mare….

Si, certo, c’è la neve, a volte. Quella piace, con la sua attitudine a vestire ogni cosa, a lisciare e pareggiare, attutire e placare, incantare…Si, la neve è un grande incanto disteso sulla cruda realtà della stagione “morta”. Peccato che proprio in ragione della sua purezza ogni minima impurità su di essa risalta come un paffuto scarabeo in un piatto di ricotta, peccato che la sua corruzione vesta il grigio ed il nero esaltandoli ancor di più di quanto già non avvenga normalmente.

Ma non v’è nulla di morto, nella stagione di Alban Arthuan.
E’ nel cuore del gelo, tra le braccia di Madre Terra, spesso in una tana scavata sotto le radici di imponenti Antichi, che l’orsa dona al mondo i suoi cuccioli e comincia a nutrirli. Escono dall’utero della Piccola Madre ed entrano nell’utero della Grande Madre, ove crescono sino al disgelo, sino al risveglio del mondo esterno, che li accoglie nella loro seconda nascita.

Questo è l’inverno, questo è il tempo dell’attesa, della piccola morte che nasconde la nuova vita che cresce, il tempo del rinnovamento più profondo. Tempo di radici, di semi, di gemme.

Come si può parlare di stagione morta? Forse che una giovane donna, nel pieno della gravidanza, è morta perché non danza come le sue sorelle? O è forse doppiamente viva, perché custode del futuro nel suo grembo? Non è forse questo un tempo di magia, di suprema creazione, di armonia di maschile e femminile fusi nel dono della nuova incombente esistenza?

E’ vero che la notte più lunga è prima dell’alba. E’ vero che nel profondo e interminabile buio del Solstizio è inevitabilmente racchiusa la rinascita. Più a fondo non s’immergerà il Sole, e la fiamma invitta tornerà a salire i gradini che conducono al bacio del fuoco di Imbolc.

Forse è solo una questione di apparenze. Se passando guardi un uomo seduto a fissare un grande campo incolto, puoi essere indotto a pensare che stia oziando, vagheggiando di ricordi sottili come fili di ragno. Ma nella mente di quella persona invece in quel momento è in corso un progetto che durerà generazioni, che vedrà sorgere una casa, un bosco, che vedrà campi arati, coltivati, raccolti, lasciati a maggese nella ruota del tempo, delle stagioni, della rigenerazione. Quell’uomo sta vedendo mille germogli farsi alberi , fiorire, dar frutto. L’immobilità del suo corpo è bilanciamento al vortice della sua mente che sogna, immagina, traduce, pianifica, scarta, sceglie, progetta.

Tutti noi percorriamo un viaggio, più o meno consapevole, più o meno nitido, con a volte una memoria della strada percorsa in altre precedenti esistenze, con porte che si aprono sul cammino che verrà, per chi sa leggere segni e messaggi. Qualcuno corre, qualcuno arranca, tanti guardano dritto innanzi a sé e procedono senza deviazione alcuna.

A me viene da pensare che ogni stagione ha il suo passo e che se vogliamo essere in armonia con il tutto è utile armonizzare il nostro passo al tempo che attraversiamo. E questa stagione aiuta a tenere un cammino più attento a quel che ci circonda. Ci concede il tempo di vedere nel profondo, di assimilare l’essenza di ciò che è e distinguerla da ciò che appare. Questa stagione, più di altre, insegna.

Così mi viene spontaneo pensare che la danza della vita, nel suo alternarsi di ritmi, mantiene perpetuo il movimento. Anche in questo tempo, intreccia geometrie sacre fatte di passi calzati di lana e cuoio, che disegnano nella neve mandala d’emozioni destinati a scolpirsi nel gelo, che sussurrano respiri di nuvola che nascondono canti propiziatori a preservare, distillare, infondere futuro nel germe della vita già nata ma che attende, paziente, di crescere.

Sia danza e canto, dunque, il vostro essere nel tempo di Alban Arthuan. Possa la benedizione del Mondo Bianco scendere e circondarvi di infiniti cristalli, ognuno diverso, ognuno perfetto, così come lo sono i nostri corpi luminosi.

Possa il sorriso dei lunghi tramonti riempirvi il cuore, e la fiamma del vecchio ceppo di quercia scaldare le vostre mani.

La felicità, non è mai abbastanza.

(da una nota di Corrado Arth Cagnazzi sulla sua pagina Facebook - lo ringrazio per avermi permesso di pubblicare qui il suo scritto)

martedì 26 novembre 2013

Vischio


Come Ruota o Spirale
gira l'Anno costante
Traspare nel Cielo, nei Prati
nelle chiome degli Antichi.
Si rinnova ad insegnare
il Prezioso di ogni istante.
Si rinnova nel mostrare
corrispondenze in divenire.

sabato 12 ottobre 2013

Landscape - Soulscape: La Sacra Ruota delle Terre d'Irlanda


Nonostante le necessarie virgolette a racchiudere il termine “celtico”, il seminario prende spunto da un’antica pagina del Mito Irlandese, all’interno della quale il poeta-sciamano Fintan espone l’antica saggezza che lega la Terra d’Irlanda all’Anima degli Uomini, ristabilendo così un importante tassello della Memoria Mitica.

domenica 14 luglio 2013

Uomo Terra Sacro: la Visione Celtica del'Unità


Intervento ideato per un auditorio adulto e presentato per la prima a Celtica VdA 2013 con grande successo di pubblico, verte sulla visione unitaria di Uomo, Terra e Sacro che permea la spiritualità celtica. 
Si fa cenno a vari aspetti correlati a questo argomento, alla necessità di ritrovare un nuovo paradigma di connessione con il mondo naturale, attraverso un rinnovato atteggiamento di consapevolezza nel quotidiano, che parte dai sensi e si amplia allo Spirito. 
Prevista una breve attività pratica. 

(durata: 1 ora circa)

venerdì 10 maggio 2013

The Brave - Ribelle: le antiche Leggende ci parlano ancora (per ragazzi)

La lezione/conferenza, per un pubblico di bambini e ragazzi, ripercorre la trama del film di animazione Disney "The Brave - Ribelle" per individuare al suo interno gli aspetti simbolici propri del mondo celtico (e non solo). 
Questo intervento, che non ha carattere di tipo ludico, è originariamente nato da un invito della Scuola Montessori di Milano per una lezione a tema e dalla scuola, ovviamente, approvato. Presentato per la prima volta presso la scuola nel maggio del 2013, è stato poi riproposto con notevole successo a Celtica VdA nel luglio dello stesso anno.
Idealmente aperto anche alla presenza degli adulti.

(durata: 1 ora circa, eventualmente associabile anche a La Spiritualità degli antichi Celti)

mercoledì 17 aprile 2013

Recensione "The Voice within the Wind - of Becoming and the Druid Way"



“The Voice Within the Wind – 
of Becoming and the Druid Way”

By Greywind – Edizioni Grey House in the Woods






Un libro piccino, questo, dall’aspetto semplice, mesto persino, che quasi delude pensando alla bellezza e cura di certe edizioni straniere. E’ probabilmente pubblicato privatamente e la sua disponibilità di acquisto è saltuaria.

Ma come recita il proverbio che “nella botte piccola c’è il vino buono” e come ci insegnano i geodi, bruttini fuori ma immensamente belli all’interno, questo libro è un piccolo tesoro gelosamente protetto sotto la scorza (apparentemente) rugosa della sua copertina.


lunedì 15 aprile 2013

"Living Druidry" - Emma Restall Orr

"Druidry is a lifelong apprenticeship (...), creeping deep into the heart of the foxglove flower, to the blackbird who sings his ageless song to the beauty of the dusk, to the stream laughing over shifting stones, answering the call of the sea, to the sunlight reflecting golden off windows reflecting windows, to the pebble tumbled smoothed by wave upon wave, to the silent dignity of the badger padding home, to the soft flesh of a tiny mushroom pushing twigs aside, to the moon floating in silence upon the water. 

It sounds magical. Extraordinary. It's simply nature.

giovedì 11 aprile 2013

Il Sentiero del Fuoco tra Imbolc e Beltane: una crescita simbolica, spirituale, biologica




 
(foto dal web)


Imbolc e Beltane, rispettivamente la seconda e la terza Festa del Fuoco secondo il calendario delle festività celtiche, segnano un periodo lungo il quale la “crescita” del fuoco si riscontra su vari livelli ed in vari ambiti: simbolico, spirituale, naturale e persino fisico.


La festività di Imbolc, che cade tradizionalmente il 2 di febbraio, prende il suo nome dalla parola gaelica “Imbolc” (appunto) o “Oimelc” che indica precisamente il periodo di nascita e allattamento degli agnelli. E’ questo infatti il periodo in cui partoriscono le pecore, così come il periodo di nascita dei vitelli. Come sempre è impossibile dimenticare la forte connotazione agreste, lo stretto legame coi cicli naturali che le feste celtiche rivelano nei loro significati più profondi. Da questi cicli, del resto, dipende la stessa Vita, la sopravvivenza, ed è la Vita che la spiritualità celtica onora in ogni sua forma e manifestazione.

martedì 26 febbraio 2013

La Cailleach

(immagine dal web, autore ignoto)


La Cailleach è una divinità antichissima, originaria dell’Europa continentale, che le popolazioni celtiche hanno incontrato come divinità autoctona ed assimilato.
Il nome in gaelico non indica un nome proprio ma etimologicamente significa “la velata”: la radice della parola va ricercata nel latino “pallium” drappo, velo, che ha subito un’assimilazione nel gaelico antico con variazione della “p” iniziale con la “c” ed assunto poi il finale in –ach, in italiano un participio aggettivato.

Brigit

(immagine dal web, autore ignoto)


Brigit è forse la divinità Celtica più complessa e contraddittoria, la figura religiosa più potente in tutta la storia irlandese. Molte tradizioni si sono intrecciate nel tempo, rendendo complicata la sua storia ed il suo impatto lungo i tempi, ma permettendole di muoversi e giungere a noi attraverso i secoli. E’ stata infatti in grado di viaggiare di generazione in generazione, ricoprendo diversi ruoli in diverse epoche.

venerdì 13 maggio 2011

La Spiritualità degli antichi Celti (per ragazzi)

Lezione richiesta, concordata ed approvata dalla Scuola Montessori di Milano per bambini di quarta e quinta elementare. Presentata per la prima volta nel maggio del 2011 e riproposta nel 2013.
L'intervento vede un accenno alle radici mitiche e storiche della città di Milano per poi passare a parlare più specificamente della spiritualità degli antichi Celti e della loro particolare visione dell'universo e della vita.
Viene presa in considerazione la figura dei Druidi e del loro ruolo fondamentale nelle più alte sfere della società celtica. 
In chiusa vengono presentate tre delle principali divinità del pantheon celtico.

(durata: circa 2 ore, associabile alla lezione/conferenza The Brave - Ribelle)